24 Marzo 2024

Cos’è il diabete e come si cura

Il diabete è una condizione che non ha, ad oggi, una cura definitiva. Ma una buona combinazione di farmaci e stili di vita virtuosi (dieta, movimento, sport, assenza di vizi) può aiutare a mantenere sotto controllo questa condizione.
curare il diabete

Scoprire come curare il diabete e imparare a gestirlo è importante. Anche perché è uno dei disturbi più comuni nella popolazione italiana. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, abbiamo una diffusione pari al 5,9%, oltre 3,5 milioni di persone e 21% tra le persone ultra 75enni.

C’è una tendenza in aumento negli ultimi anni. Ad oggi, il diabete è una malattia dalla quale non si può guarire definitivamente ma è trattabile con una terapia che può essere composta da farmaci e stili di vita virtuosi che possono aiutarti a limitare e annullare i sintomi.

Cos’è il diabete e quali sono le tipologie

Il diabete è un una malattia caratterizzata dall’aumento dello zucchero del sangue (glicemia). Il tipo 1 ha origine autoimmune ed è la conseguenza di una rapida distruzione delle cellule del pancreas che producono insulina da parte di anticorpi del sistema immunitario.

Ciò avviene in risposta a stimoli non precisati. Questo tipo di diabete colpisce in genere in giovane età (quindi soprattutto bambini-adolescenti), salvo rari casi noti come LADA – Latent Autoimmune Diabetes of the Adult – in cui la malattia si manifesta avanti negli anni.

Il diabete tipo 2 si sviluppa in genere dopo i 40 anni per esaurimento funzionale del pancreas a causa di una resistenza insulinica multifattoriale. Su una base genetica, si instaurano fattori ambientali come l’obesità ma anche il fumo, la sedentarietà, la dislipidemia, ipertensione arteriosa. Ed è per l’estrema diffusione dell’obesità giovanile che il tasso di incidenza di diabete tipo 2 è aumentato nei giovani.

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Diagnosi: quando il diabete è conclamato?

Per avere una diagnosi esatta di diabete bisogna chiaramente svolgere delle analisi e rivolgersi a un medico. C’è diabete conclamato con una l’emoglobina glicata (HbA1c) uguale o superiore a 6.5% (in due circostanze); una glicemia a digiuno in laboratorio uguale o superiore a 126 mg/dl in due circostanze; una glicemia uguale o superiore a 200 mg/dl alla seconda ora dopo un carico orale di glucosio.

Il diabete tipo 1 può essere sintomatico. Oltre a polidipsia e poliuria (bere e urinare di più) vi è spesso perdita di peso e l’inizio della malattia può essere brusco con notevole malessere, sonnolenza e alito acetonemico. Può sospettare di avere il diabete di tipo 1 chi ha familiarità per malattie autoimmuni ma non c’è modo di fare prevenzione. In questi casi è possibile solo effettuare una diagnosi precoce.

Il diabete tipo 2 viene in genere diagnosticato nel corso di esami di screening spesso in assenza di sintomi. In alcuni casi si registrano fame, letargia, difficoltà di concentrazione. E accumulo viscerale del grasso, che sono caratteristiche dell’insulino-resistenza.

Come gestire e curare il diabete

Come affrontare la malattia? La terapia per il diabete di tipo 1 sono le iniezioni di insulina perché vi è carenza di questo ormone. Le insuline disponibili si distinguono, a seconda della velocità e della durata di azione, rapidissime, rapide intermedie e a lunga durata. Gli schemi sono molto variabili, in base alle esigenze dei pazienti, alla loro alimentazione, alla loro attività fisica e ai dati del monitoraggio glicemico

Essendo legato al peso, con il diabete di tipo 2 bisogna fare attenzione all’alimentazione. Quindi è essenziale avere un contributo importante per trattare l’obesità. Un calo del peso di almeno il 10% può già dare un contributo al miglioramento della resistenza insulinica.

Devi evitare grassi saturi, ridurre l’apporto di zuccheri in generale e prediligere quelli integrali, i legumi, le verdure. Questo aiuta la prevenzione, così come evitare la sedentarietà e fare attività fisica che aumenta la sensibilità all’insulina e abbassa la glicemia.

Le diete migliori per chi ha il diabete

In questo senso sono molto utili le VLCKD (diete chetogeniche fortemente ipocaloriche normoproteiche). Attraverso pasti sostitutivi con un ridotto apporto glico-lipidico, e un quantitativo proteico bilanciato, abbiamo un calo di peso a carico della massa grassa del corpo.

Senza intaccare massa magra e avere impatto deleterio sui reni. Questo approccio terapeutico nutrizionale in ambito esclusivamente specialistico va embricato con la dieta di mantenimento e l’utilizzo di farmaci specifici al fine di ottenere il massimo risultato.

I farmaci per curare il diabete

Esistono vari farmaci che possono aiutare a trattare il diabete, ovviamente devono essere sempre decisi e valutati da un medico. Alcuni si assumono per via orale, altri con iniezione sottocutanea. Biguanidi e glitazoni aumentano la sensibilità all’insulina, gli inibitori dell’enzima DPP-4 rallentano la degradazione del GLP-1 che stimola la secrezione di insulina e inibisce la secrezione di glucagone.

Gli inibitori delle alfa-glucosidasi intestinali ritardano l’assorbimento del glucosio alimentare mentre quelli del trasportatore renale del glucosio SGLT-2 aumentano l’eliminazione renale del glucosio. Inoltre ci sono gli analoghi del GLP1 che rallentano lo svuotamento gastrico, aumentando sazietà e riducendo appetito. Tra i farmaci per trattare e tenere sotto controllo il diabete abbiamo anche le sulfoniluree che aumentano la secrezione insulinica. Ma sono associate ad un rischio cardiovascolare e sono farmaci in disuso.

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